La dama di compagnia di Marie Belloc Lowndes

Buongiorno Ladies and Gentlemen!

Eccomi con la prima recensione di un romanzo giallo: La dama di compagnia” scritto da Marie Adelaide Belloc Lowndes nel 1926; titolo originale What Really Happened, edito dalla Gilgamesh Edizioni, in una bella edizione illustrata.

Non credo che questa autrice sia molto conosciuta in Italia, ma è stata un’autrice molto prolifica ed uno dei suoi romanzi venne anche adattato per il cinema da Alfred Hitchcock nel 1927 con il nome de “Il pensionante”.

Trama: la coppia di novelli sposi, Battista e Eva Raydon, decidono di trasferirsi nella campagna appena fuori Londra, in un piccolo cottage denominato “Il Mulino”. Non essendo Eva in grado di occuparsi della gestione della casa, decidono di assumere una vecchia amica della Signora per occuparsene: la Signora Adele Strain. Fila tutto liscio fin quando Battista Raydon non viene a conoscenza dei debiti contratti dalla moglie presso una nota sartoria di Londra. Eva, per evitare turbamenti al marito, si rivolge ad una sua vecchia conoscenza, il colonnello Giacomo Mintlaw che essendo innamorato della Signora Raydon, non esita a prestargli una considerevole somma di denaro. Una volta pagati tutti i debiti, i due coniugi ritornano in armonia tra loro, ma il mattino dopo il Signor Raydon muore ed Eva verrà accusata del suo assassinio.

Il libro è molto interessante e particolare. Si può pensare che i protagonisti siano i Raydon, ma il personaggio cardine (come possiamo immaginare dal titolo) è la Signora Strain. Sarà lei che ci tiene sospesi nella lettura con i suoi pensieri e i suoi stati d’animo.

Marie Belloc Lowndes mi ha tenuta incollata alle pagine con la sua scrittura semplice e fluida. Un giallo differente da quelli letti fino ad ora, perchè ti porta nella storia non come l’ispettore che deve scovare il colpevole, ma come l’osservatore esterno che conosce tutti i fatti e forse sa molto di più.

Avvicinandomi alla conclusione del libro mi sarei aspettata un finale piuttosto banale, invece sono rimasta a bocca aperta! Si conclude con un episodio inaspettato e basta; finito. Lasciandoti così, un po’ scossa.

Comunque a mio avviso ha solo una piccola pecca, sulla quale si può tranquillamente soprassedere: l’italianizzazione dei nomi propri. Vabbè ce ne faremo una ragione!

Ovviamente sono stata attratta da questo libro perchè ambientato a Londra, non potevo lasciarmelo sfuggire e, per fortuna, non ne sono rimasta delusa.

Devo ringraziare la Gilgamesh Edizioni per avermi fatto scoprire questa piccola perla!

Se volete inoltrarvi in un giallo diverso dai soliti, ma leggero: non esitate a scegliere “La dama di compagnia”.


Kind regards

Lady Fabiana


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